Scarperosse

...ma io sono fiera del mio sognare di questo eterno mio incespicare e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai. (F. Guccini - 4 stracci)

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domenica, 06 settembre 2009

21-07-09 17.01.58a

Sarà la meraviglia inflitta a questa valle
dal bosco di faggi, dallo scoiattolo
impaurito tra le travi.

Il mio cuore è segnato da impronte di tasso,
dai caprioli riuniti attorno ad un pruno.
Solletico l’esistenza
con spighe selvatiche, togliendomi
il dubbio di un dio creatore.

Sarà l’orlo irregolare di due foglie
o il lento passaggio tra gli ulivi a sollevarmi
da ogni caduta, a distanziare
la zolla grassa dall’angolo di pietra.

foto di Outrage


postato da: anto13nella alle ore 17:53 | link | commenti (2)
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mercoledì, 26 agosto 2009

origami_ridimensionare

Origami

 

Sono già dove l’inverno mi vuole?

 

Nelle ceste c’è poca legna

le piene tende dell’estate

si sono appesantite come pagine bagnate.

 

Mi resta il rosa di un ventaglio giapponese

fatto di geishe e di lanterne accese.

 

Piego carta di riso, ne faccio piccoli origami

fragili amuleti che poi ripongo

tra marmellata e frutta sciroppata;

 

dicembre mi ha già sorpreso.

 


postato da: anto13nella alle ore 14:33 | link | commenti (1)
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giovedì, 23 luglio 2009

DSCF0026

 I
Non era acqua in fondo alla valle
era vento,
era la mano ombrosa della notte
che spingeva le schiene
verso la riva, verso una nuova estate.

Tu, con quel tuo cuore alla menta
e quel cammino colorato
hai riordinato le parole, indicato l’alba
scoperto nuove traiettorie
mentre lavavi i segni della notte.


II
Nella casa ho imparato
a misurare i margini
a spiare dalle fessure il noce
e salire le scale al buio.

Basta così poco, vedi
ogni passo richiede uno spazio
ogni muro una mano
luglio, un grappolo d’uva acerba
poggiata sul gradino della soglia.



postato da: anto13nella alle ore 22:39 | link | commenti (2)
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martedì, 02 giugno 2009

Ritorni
 
E’ un’accoglienza di rose
il finire di questa primavera
che mi conduce alle voci dell’orto
al Do di petto dell’innesto
(libero da protesi e cera).
 
- finalmente -
 
reggo di nuovo lo sguardo,
la mano sulla spalla
e una luce minima sotto alle travi.
Non serve più niente
se sto
sulla curva del tuo avambraccio.
 
*******************************
 
Raccontami dell’alba tra gli ulivi
del traffico dei calabroni o del falchetto.
 
Dimmi come si oscura la vallata
e trema il noce
nella stagione invernale.
 
Ho poco tempo perso in saluti
in andirivieni frettolosi, tutto
è riposto con cura,
protetto dall’estinzione.

postato da: anto13nella alle ore 12:30 | link | commenti (5)
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domenica, 24 maggio 2009

Domani uscirà  la prima pubblicazione del mio amico Sal:

sal.gif

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sono lusingata di ospitarlo in questo momento così emozionante. Mi piace definirlo poeta di quotidiani emozioni; ogni angolo della sua città ed ogni sguardo o gesto istintivo e naturale della gente viene tramutato da Salvatore in lirica apparentemente semplice nello svolgersi , ma di alto spessore intuitivo ed emotivo.

Sul sito LIETOCOLLE troverete le indicazioni per ordinarlo. Buona lettura


postato da: anto13nella alle ore 21:52 | link | commenti (3)
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sabato, 23 maggio 2009

erri.gif

Ci sono uomini venuti apposta
col sangue sul pennino
la barba incolta,
il pane ed il formaggio nella sacca.
 
Sono venuti a raddrizzarci il foglio
a stendere la piega in lato a destra
a darci l’incipit, così
come si versa un quarto di vino rosso.

postato da: anto13nella alle ore 07:46 | link | commenti (4)
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martedì, 19 maggio 2009

Immagine mamyl 017

Perché reggono l'intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

ELOGIO DEI PIEDI - ERRI DE LUCA 


postato da: anto13nella alle ore 21:14 | link | commenti (4)
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domenica, 10 maggio 2009

fiordalisi

Mio caro Rino, ho un tempo nuovo
un tempo in pieno sole,
che balza sul fiume
e lascia cerchi concentrici, rimandi
di gesti incompleti
di nomi e volti riapparsi.

Osservo Rino, le gocce spruzzate sui miei piedi
e vi ritrovo i passi, la terra depositata
ad ogni semina, battuta dalle stagioni.

Sai Rino, è stato un dio tutto verde
a formare questa pianura
a piantare le mie gambe sui campi
tra il grano ed i fiordalisi.

 


postato da: anto13nella alle ore 18:41 | link | commenti
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sabato, 18 aprile 2009

14-01-09-11.14.11a

E come l’erba tra i pruni incontra

la luce, l’intensità del verde

così, il lento aprirsi del giorno

raccoglie la fragranza del pane

al limite del sogno.

 

Un filo sospeso di fumo, un niente

traccia il sentiero tra luce e pietra

si affianca a un cielo senza misura

appeso per puro caso.

 

Mute le mie ragioni, la mia presenza

s’inerpica sull’orizzonte

che appiana e rasserena.

foto di Outrage


postato da: anto13nella alle ore 10:21 | link | commenti (4)
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lunedì, 13 aprile 2009

Immagine mamyl 003

    

Oggi, la terra dura
la via che si fa nome è accanto a me.
 
Sarà un’imperfezione di sguardi
una mancanza di linea retta a portarci
la carne soda del giglio tra le dita.

postato da: anto13nella alle ore 17:43 | link | commenti (4)
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