...ma io sono fiera del mio sognare di questo eterno mio incespicare e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai. (F. Guccini - 4 stracci)

Sarà la meraviglia inflitta a questa valle
dal bosco di faggi, dallo scoiattolo
impaurito tra le travi.
Il mio cuore è segnato da impronte di tasso,
dai caprioli riuniti attorno ad un pruno.
Solletico l’esistenza
con spighe selvatiche, togliendomi
il dubbio di un dio creatore.
Sarà l’orlo irregolare di due foglie
o il lento passaggio tra gli ulivi a sollevarmi
da ogni caduta, a distanziare
la zolla grassa dall’angolo di pietra.
foto di Outrage

Origami
Sono già dove l’inverno mi vuole?
Nelle ceste c’è poca legna
le piene tende dell’estate
si sono appesantite come pagine bagnate.
Mi resta il rosa di un ventaglio giapponese
fatto di geishe e di lanterne accese.
Piego carta di riso, ne faccio piccoli origami
fragili amuleti che poi ripongo
tra marmellata e frutta sciroppata;
dicembre mi ha già sorpreso.

I
Non era acqua in fondo alla valle
era vento,
era la mano ombrosa della notte
che spingeva le schiene
verso la riva, verso una nuova estate.
Tu, con quel tuo cuore alla menta
e quel cammino colorato
hai riordinato le parole, indicato l’alba
scoperto nuove traiettorie
mentre lavavi i segni della notte.
II
Nella casa ho imparato
a misurare i margini
a spiare dalle fessure il noce
e salire le scale al buio.
Basta così poco, vedi
ogni passo richiede uno spazio
ogni muro una mano
luglio, un grappolo d’uva acerba
poggiata sul gradino della soglia.
Domani uscirà la prima pubblicazione del mio amico Sal:
sono lusingata di ospitarlo in questo momento così emozionante. Mi piace definirlo poeta di quotidiani emozioni; ogni angolo della sua città ed ogni sguardo o gesto istintivo e naturale della gente viene tramutato da Salvatore in lirica apparentemente semplice nello svolgersi , ma di alto spessore intuitivo ed emotivo.
Sul sito LIETOCOLLE troverete le indicazioni per ordinarlo. Buona lettura


Perché reggono l'intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.
ELOGIO DEI PIEDI - ERRI DE LUCA


E come l’erba tra i pruni incontra
la luce, l’intensità del verde
così, il lento aprirsi del giorno
raccoglie la fragranza del pane
al limite del sogno.
Un filo sospeso di fumo, un niente
traccia il sentiero tra luce e pietra
si affianca a un cielo senza misura
appeso per puro caso.
Mute le mie ragioni, la mia presenza
s’inerpica sull’orizzonte
che appiana e rasserena.
foto di Outrage